Categoria notizie Turismo
Data : 13 Gennaio 2011
Fonte : redazione www.hotel-rimini.com
Le nonne raccontano che settant’anni fa il Natale era un’occasione di festa e gioia, dove le famiglie si riunivano e i bambini erano felici, anche se non ricevevano nulla. Oggi però anche il Natale è cambiato.
Un tempo la gioia del Natale consisteva nello stare insieme, addobbare l’albero con agrumi e caramelle e utilizzare un fiocco di carta per confezionare una stella. Anche il Presepe era semplice ma denso di significato. La capanna era realizzata con del cartone, le statuine erano d’argilla e il muschio abbelliva il tutto. Le lucine non esistevano, ma la notte di Natale si accendevano dei lumini intorno al presepe e si andava in chiesa per attendere la nascita di Gesù. Anche il pranzo era semplice costituito da cappelletti in brodo di gallina, come detta la tradizione, un po’ di lesso e il tutto condito da una buona manciata di parenti ed allegria. Il papà sotto il suo piatto trovava la lettera che i figlioletti a scuola avevano scritto a Babbo Natale. Questo era il Natale di una volta, ma oggi cos’è cambiato?
Oggi il Natale non è una festa all’insegna della gioia e dello stare insieme, ma è diventata una festa consumistica. Si spendono un sacco di soldi per regalie cose futili. Gli alberi sono finti e addobbati e sempre più carichi di cose, spesso comprate. I presepi sono sempre più grandi e abbelliti con luci, così come gli alberi. Anche la tavola è imbandita con ogni ben di Dio, mentre le letterine vengono recapitate direttamente a casa di Babbo Natale, al Polo Nord. Il Natale di oggi è una corsa al regalo più bello o all’accessorio più particolare, dimenticando però lo spirito Natalizio che dovrebbe caratterizzare questo periodo.
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