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Fuori dall albo chi non paga i comuni
Data : 13 Luglio 2009
Fonte : Italia Oggi

Scorrendo Ie pagine dei principali organi di stampa di questi ultimi mesi e apparsa Ia ricorrente notizia relativa a centinaia di comuni che hanno affidato a una nota società, iscritta all'apposito albo tenuto presso il Mef, i propri servizi di accertamento, liquidazione e riscossione delle proprie entrate, i quali si trovano coinvolti in una grave crisi gestionale a seguito dei modesti versamenti da parte della suddetta società delle somme da essa riscosse per conto dei comuni, Somme che di fatto sono servite a testare numerose società del settore, non con moneta propria come dovrebbe essere, ma con le somma non versate ai municipi, il tutto con la benedizione del Me£ A causa di tale inadempimento Ie amministrazioni comunali sono costrette ad adire Ie vie giudiziarie civili, amministrative, penali e contabili e spesso, pur di fronte ad una palese situazione di inadempimento, non risulta facile ed immediato risolvere tali rapporti contrattuali oltre che ottenere la legittima restituzione delle somme indebitamente trattenute.

E questo perché in molti affidamenti, effettuati dai comuni stessi, nei relativi contratti e stato previsto il Cosiddetto arbitrate, formula non a tutela dell'ente che ha proceduto all'affidamento, il quale dovrebbe avere come riferimento in esso di controversie, esclusivamente il giudice.
Come e noto presso il Mef, direzione federalismo fiscale, vi e una commissione, prevista dall'art, 53 del digs n. 446/1997 e istituita dal dm n. 28912000,' preposta alla Vigilanza dei soggetti iscritti all'albo ministeriale dei soggetti abilitati alle attività di accertamento, liquidazione e riscossione delle entrate locali a cui risulta ancora iscritta la suddetta società.
In passato I'Anutel aveva anche provveduto a dare pubblicamente notizia del grave stato in cui versano i comuni (si veda ltaliaOggi del 31 ottobre 2008 e 6 marzo 2009) senza che l'ufficio competente del Mef avesse mai provveduto ad applicare Ill. normativa vigente. Infatti, all'art. 11 del citato dm n. 28912000 si legge 'che .si procede alla cancellazione d'ufficio per i seguenti motivi .... _ .. di per il mancato versamento delle somme dovute agi enti affidanti i servizi alle prescritte scadenza», mentre all'art, 15 e previsto che la suddetta cancellazione dall'A1bo e Ia conseguente decadenza dalle gestioni siano disposte con un provvedimento della commissiona di cui all'art. 53 del dlgs 446/1997 «previa contestazione degli addebiti », Ad oggi, infatti, presso il Mef e presso diverse procure della repubblica, giacciono numerose denunce dei comuni a carico della suddetta società che non ha provveduto a effettuare il riversamento delle somme riscosse, che a oggi a Livello nazionale annotano a circa 50 milioni di euro; La richiamata commissione ha quindi il potere nonché I'obbligo di cancellare dall'albo i soggetti inadempienti e di dichiarare la conseguente decadenza di tutti gli affidamenti. Se tale provvedimento continua a non essere emesso vi e il rischio che i comuni si rivolgano a1Ie rispettive procure della ripubblica per denunciare tale stato, anche con possibile richiesta di risarcimento al comune Come mai fino a oggi non sono stati presi gli opportuni provvedimenti?