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Categoria notizie Cultura
Campionati Danza Disabili
A passo di danza verso la normalità. Le gare degli atleti disabili
Data : 22 Giugno 2009
Fonte : Il Resto del Carlino

«IL LAVORO coi disabili è molto impegnativo, ma è anche garanzia di lasciare qualcosa per il futuro, perché la danza sportiva riesce a fare miracoli soprattutto con persone con problemi». Questo il pensiero di Giovanni Chiapparini, tecnico Fids e responsabile nazionale della danza in carrozzella.

La sua scuola è a Cecina, da dove sono uscite in solo due anni sei delle migliori coppie italiane di persone che ballano in carrozzina. E per la prima volta, dopo le gare che si sono svolte ieri all’interno dei Campionati Italiani di danza sportiva in corso a Rimini Fiera fino al 28 giugno, questi ballerini potranno partecipare ai campionati mondiali, in programma a Tel Aviv, il prossimo novembre, poi, addirittura, alle paraolimpiadi di Londra il prossimo anno. «Ogni volta — prosegue Chiapparini — che ho chiesto ad un atleta normodotato di fare coppia con una persona in carrozzella ho ricevuto risposte positive. E’ una bella sfida per tutti».
E GIRANDO per i padiglioni di Rimini Fiera capita di incontrare persone con storie molto belle. È il caso di Dario, un ragazzo affetto da tetraplagia bilaterale, che si è avvicinato due anni fa alla danza e che ora riesce a relazionarsi con la propria ballerina chiamandola per nome e facendo scegliere a lei che ballo vuole fare, ma è anche il caso di Gisa, che coi suoi occhioni ammette «le lezioni di danza sono il momento della settimana nel quale mi sento normale». E una normalità quasi assoluta la dimostrano tutti i ballerini che scendono in pista per ballare. «Mi piacciono le luci», ha detto una ragazza. D’altra parte lustrini e luci della ribalta piacciono a tutti ed è per questo che le gare di Rimini sono state molto affollate.
UN CENTINAIO in tutti i ragazzi che hanno danzato fra i disabili, di cui 60 con handicap (in carrozzina, ipovedenti, ipodenti o con disturbi relazionali), accompagnati da altri atleti normodotati. «La danza — conclude Chiapparini — per tutti è una motivazione, ma nelle coppie che si creano fra ballerini con disabilità e ballerini normodotati c’è in più una comprensione di base». I tempi, di reazione e di movimento, fra disabili e non, infatti, a volte possono essere diversi, ma non per questo le coppie si lasciano frenare e, come sempre, dice un altro ragazzo, allargando il viso in un sorriso «si fa ripartire la musica e si riprovano i passi, fino a quando non sono perfetti».

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