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Categoria eventi teatro
Terra Matta
Terra Matta Al Teatro Novelli Di Rimini
12 Marzo 2010

Spettacolo in abbonamento - Turno D - tracce D nuovo Spettacolo teatrale di Vincenzo Pirrotta ispirato dall'autobiografia di Vincenzo Rabito. Adattamento e regia di Vincenzo Pirrotta
Teatro Stabile di Catania

Terra matta

« Cinquant'anni di storia italiana patiti e raccontati con straordinaria forza narrativa. Un manuale di sopravvivenza involontario e miracoloso » (Andrea Camilleri)

« Un testo unico, un caso di scrittura singolare, un documento straordinario » (Vincenzo Consolo)

Risale proprio agli anni sessanta, epoca di quel suo tranquillo approdo esistenziale, la decisione di munirsi di una vecchia macchina da scrivere Olivetti: Rabìto avverte l'impulso, lui praticamente analfabeta, di mettere su carta la sua storia tormentata. Dal 1968 al 1975, chiuso a chiave in una stanza, all'insaputa di tutti, per 7 interi anni, ingaggia un'impari battaglia contro l'oblio, contro l' arnese con cui scrive e contro il suo stesso analfabetismo: ogni giorno, con enorme solitario sforzo, una dopo l'altra, riempie le 1027 pagine che racchiuderanno il ricordo della sua vita «maletratata e molto travagliata e molto desprezata», il procedere di un'esistenza che lui, come un supplizio di Sisifo, paragona allo sforzo immane di una «tartaruca, che stava arrevanto al traquardo e all'ultimo scalone cascavo».

 

La testimonianza della sua tormentata esistenza si trova così depositata in un monumentale dattiloscritto, quasi indecifrabile, di un migliaio di fittissime cartelle, prive di margine e a interlinea zero, in cui ciascuna parola è inspiegabilmente accompagnata da un punto e virgola, una punteggiatura ipertrofica che scandisce lo scritto a renderne ancor più ostica la lettura.

 

Riscoperta del manoscritto

 

Dovranno passare molti anni dalla morte dell'autore, prima che quel testo, destinato a esser mai letto da alcuno, fosse ritrovato e salvato dall'oblio: il figlio Giovanni, rivenuto il dattiloscritto in un cassetto, decide nel 1999 di inviarlo all'Archivio Diaristico Nazionale curato da Saverio Tutino a Pieve Santo Stefano, dove ora è custodito e accessibile al pubblico.

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