Categoria eventi teatro
dal 8 Gennaio al 9 Aprile 2011
A Goldoni, volente o nolente, stanno stretti i panni di ‘riformatore della Commedia dell’Arte’, almeno per noi. Prendiamo quindi spunto per rileggere La locandiera, situando in un unico spazio le tradizionali pedane della commedia dell’arte e un clima da contemporaneo bar notturno e di passaggio, un po’ losco e pericoloso e un po’ rifugio e zattera per naufraghi della propria esistenza
“Quando abbiamo incontrato Goldoni, in occasione dell’allestimento de Le smanie per la villeggiatura, non pensavamo che scattasse la scintilla che ci porta ora a riaccostarci a lui. Abbiamo subìto il fascino grande della sua causticità, della sua precisissima analisi dei comportamenti e dei caratteri, della matematica costruzione delle alchimie delle relazioni tra gli umani, della capacità di diagnosticare ogni debolezza ed ogni meschinità per poi alludere alle molte vie che invece si aprono quando si smette di affidarsi alle convenzioni e all’abitudine, finalmente liberi dalla paura di guardare gli infiniti sé che ognuno di noi racchiude. A Goldoni, volente o nolente, stanno stretti i panni di ‘riformatore della Commedia dell’Arte’, almeno per noi.
Prendiamo quindi spunto proprio da quella, che serpeggia vitale e rivoluzionaria in ogni sua pagina, per rileggere La locandiera, situando in un unico spazio le tradizionali pedane della commedia dell’arte e un clima da contemporaneo bar notturno e di passaggio, un po’ losco e pericoloso e un po’ rifugio e zattera per naufraghi della propria esistenza. Tutti i personaggi sono reduci da un fallimento e in cerca di un atto miracoloso. Capitano di questa zattera è proprio la locandiera, che intesse una trama di gesti che confortano grandi paure attraverso la soddisfazione di piccoli bisogni quotidiani, come se fosse la settecentesca (e contemporanea!) vestale di un tempio dedicato alla ricostruzione di danneggiate personalità. Il suo servire ha la dignità e l’incedere di una regina senza potere, tranne quello che le deriva dalla coscienza del suo ruolo e dallo sguardo lucido e vigile su quanto la circonda. Forse la sua vocazione è quella di soddisfare i bisogni secondari, in modo che quelli primari, nella loro drammatica evidenza, balzino agli occhi degli originali avventori, che già sentono dentro di sé l’urgenza di adattarsi ad un mondo che cambia”. (Elena Bucci)
Dopo questo secondo appuntamento, la Stagione del Teatro Sociale di Novafeltria proseguirà poi con Dario Vergassola che abbandonerà momentaneamente il salotto televisivo di Serena Dandini per portare in teatro il divertentissimo monologo Sparla con me (sabato 19 febbraio ore 21,15); Ennio Marchetto, formidabile trasformista acclamato sui più importanti palcoscenici mondiali con A qualcuno piace carta (giovedì 10 marzo ore 21,15) e Claudio Casadio che, dopo il successo cinematografico con la sua partecipazione al premiatissimo L’uomo che verrà di Giorgio Diritti, torna in teatro con una nuova pièce: L’Orchetto, interpretato insieme a Daniela Piccari e che ha debuttato con grande successo di pubblico e di critica all’ultima edizione del prestigioso Festival dei 2Mondi di Spoleto (sabato 9 aprile ore 21,15).
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